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La Pieve di Santa Maria Assunta

L’attuale chiesa di Santa Maria Assunta, unico resto dell’abbazia benedettina, non è il tempio costruito dal Vescovo Elemperto, poiché esso si presentava a tre navate con la facciata volta ad oriente e due torri laterali a lato dell’abside. Delle torri è rimasta traccia nel campanile. Queste furono probabilmente abbattute nel 1510, quando venne costruita l’abitazione del parroco. Pieve_01In Toscana questa chiesa sarebbe un unico esemplare di architettura monastica. Non si conoscono tuttavia le ragioni che indussero i monaci a dare un’altra direzione alla nuova chiesa. La chiesa ora presenta una sola navata, coperta a capriate, con abside semicircolare e il coro rialzato a cui si accede con una scalinata centrale. I due altari laterali e il fonte battesimale della chiesa sono del 1630 e probabilmente i restauri del 1929, che secondo i canoni dell’epoca cercavano di riportare all’aspetto originale le chiese romaniche, hanno portato alla distruzione delle decorazioni barocche e rinascimentali stratificatesi nel corso del tempo.
Durante i restauri, nel 1930, venne costruito anche il campanile. L’ultimo significativo restauro è stato realizzato tra il 1969 e il 1974 dalla Sovrintendenza di Arezzo, durante il quale furono tolte le finte bozze di pietra ad intonaco poste all’interno nel 1929, riscoprendo la muratura in pietra e riacquistando così la primitiva bellezza e una pacata armonia nelle sue strutture interne. Pieve_02La facciata della chiesa è molto semplice, con un portale con arco a tutto sesto, sormontato da una piccola finestra e, sopra alla porta, una terracotta moderna con la glorificazione di Maria.
Molto bella la cripta, posta sotto il coro rialzato, a tre piccole navate e due campate, con archi a tutto sesto e volte a crociera. Le colonne portano capitelli di stile assai diverso: alcuni ricchi e raffinati, altri molto semplici. I primi sono capitelli romani che probabilmente appartenevano a qualche edificio romano esistente nella zona, gli ultimi sono dovuti alla mano di qualche scalpellino locale. Nella parte sinistra di fondo un’apertura rettangolare incorniciata da un fregio ci mostra il loculo in cui venivano deposte le reliquie dei martiri. Accanto una piccola figura umana, scolpita a bassorilievo, con le mani alzate, rappresenta l’antico orante, dal quale a noi viene la vita attraverso degli anelli intrecciati. La cripta è stata restaurata nel 1910.

 

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