CABECERA WEB CASCATA.jpgdarksunset1_1.jpgdarksunset1_2.jpgdarksunset1_3.jpg

L’Arboreto ed il Museo “Carlo Siemoni”

Badia Prataglia è uno dei più importanti centri abitati del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. Oltre alla bellissima Riserva naturale biogenetica che circonda il paese, il visitatore che ami la natura può visitare due luoghi di indubbio interesse: l’Arboreto ed il Museo Forestale, entrambi dedicati a “Carlo Siemoni”.
Arboreto_01L’Arboreto, (si definisce così un particolare orto botanico nel quale si raccolgono, invece che esemplari erbacei, degli individui arborei) nasce nel 1846 come Parco a fianco dell’Abbazia di Prataglia, acquistata a titolo personale dai Lorena e trasformata in Villa-Fattoria. Ben presto l’Ispettore forestale boemo Karl Siemon, chiamato dal Granduca a gestire le Regia foresta di Casentino nel 1835, trasformerà e amplierà il parco per utilizzarlo come impianto di acclimatazione e di sperimentazione di specie esotiche da impiegarsi nei rimboschimenti che allora si andavano realizzando in tutto il crinale casentinese-romagnolo. E’ di quegli anni l’impianto della maggior parte delle specie forestali tuttora presenti come riporta l’interessante volumetto “Aperçu sur la Forêt Impériale et Royale du Casentino (Toscane) et sur son exploitation”, pubblicato nel 1878 in occasione dell’Esposizione universale di Parigi. Arboreto_02 Nel 1914 la proprietà fu acquistata dallo Stato e da allora la gestione è fatta dal Corpo Forestale dello Stato tramite il suo Ufficio territoriale per la Biodiversità di Pratovecchio, al quale sono affidate tutte le Riserve naturali statali delle Foreste casentinesi. Molte delle piante messe a dimora dal Siemoni sono tuttora presenti nei 3 ettari dell’Arboreto più antico d’Italia e colpiscono per la loro monumentalità. Le specie che si possono incontrare sono 139, raggruppate in 31 famiglie, provenienti da numerosi paesi della fascia temperata (Stati Uniti, Messico, Cina, Europa, Corea, Medioriente, ecc.). Tutti gli esemplari sono muniti di cartellino nel quale si indica il nome e la provenienza. Come non restare meravigliati davanti alle gigantesche sequoie (Sequoia sempervirens (Lamb.) Endl. e Sequoiadendron giganteum), che emulano qui il portamento che ha reso famose le loro sorelle americane. Ci sono poi degli interessanti abeti mediterranei come l’abete spagnolo (Abies pinsabo Boiss.) e quello greco (Abies cephalonica Loud.), o la varietà pendula e la varietà purpurea del faggio. Arboreto_03Affascinante anche la Criptomeria (Cryptomeria japonica) una pianta sacra del Giappone, dalla quale si ricava l’unico legno con il quale si possono costruire i templi scintoisti. Nei locali della antica Villa-Fattoria dei Lorena, proprio di fianco all’Arboreto e alla Caserma forestale, il Corpo Forestale dello Stato ha realizzato nel 1985 un interessante museo forestale, completamente riorganizzato ed ampliato in questi ultimi anni. In esso il visitatore potrà trovare stanze tematiche con informazioni sulla flora, sulla fauna e sulla storia del lavoro forestale nelle foreste casentinesi. Oltre all’arboreto Siemoni, il Corpo forestale dello Stato ha realizzato, sempre a Badia Prataglia, anche un piccolo impianto per la conservazione ex-situ (cioè fuori dal loro ambiente naturale) di alcune specie forestali italiane particolarmente rare come Abies nebrodensis (abete endemico della Sicilia, la cui popolazione mondiale è costituita da soli 24 esemplari), Pinus leucodermis (il rarissimo pino loricato presente solo sul Pollino in Basilicata) e Acer lobelii (un acero presente solo in una piccola porzione dell’appennino campano.


Dott. Alessandro Bottacci
Corpo forestale dello Stato
Ufficio Territoriale per la BiodiversitĂ 
di Pratovecchio

 

Sito realizzato e gestito da:
Associazione "PRO LOCO" di Badia Prataglia
Via Eden, 30 - 52010 Badia Prataglia (AR) - P.IVA 02036990519 - Tel. 339.3062118
Copyright © 2010 - info@badiaprataglia.net - All Rights Reserved.